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Quanto ti paga l'INPS per la malattia

L'indennità giorno per giorno sul calendario: carenza, 50% e 66,66%, domeniche e festivi, e i limiti di chi ha un contratto a termine o lavora in somministrazione.

  • Guida INPS e D.L. 463/1983
  • Norme verificate il 9 ottobre 2026
  • I numeri che inserisci restano nel tuo browser
1Il tuo lavoro

Per gli operai l'INPS non paga le domeniche e le festività, che paga il datore. Per gli impiegati paga tutti i giorni, tranne le festività che cadono di domenica.

In somministrazione conta il settore dell'agenzia, non quello dell'azienda dove lavori.

2La malattia

Le date del certificato medico. Se la malattia è stata prolungata, usa la fine dell'ultimo certificato.

L'INPS paga al massimo 180 giorni nell'anno solare. Comprendi anche quelli di un'eventuale malattia precedente.

3La tua retribuzione

Il totale lordo dell'ultimo mese pieno prima della malattia, come da cedolino.

Tredicesima e quattordicesima entrano nella retribuzione giornaliera come ratei.

Domande frequenti

Perché i primi tre giorni di malattia non li paga l'INPS?
Sono i giorni di carenza: l'indennità INPS parte dal quarto giorno. Molti contratti collettivi li fanno pagare al datore di lavoro, in tutto o in parte, a volte solo per un certo numero di malattie all'anno. Se ti ammali di nuovo della stessa malattia, o di una sua conseguenza certificata dal medico, entro 30 giorni dalla fine della precedente, è una ricaduta: la carenza non si ripete e il conteggio dei giorni prosegue. Una malattia diversa è invece un evento nuovo, con una nuova carenza.
Ho un contratto a termine: cosa cambia?
Tre cose. L'indennità spetta al massimo per tanti giorni quanti ne hai lavorati nei 12 mesi prima della malattia. Se in quei 12 mesi hai lavorato 30 giorni o meno, spetta al massimo per 30 giorni nell'anno e la paga direttamente l'INPS. E soprattutto si ferma alla scadenza del contratto: per i giorni successivi non è dovuta, anche se il certificato prosegue. Lo prevede l'art. 5 del D.L. 463/1983.
Sono in somministrazione e faccio l'impiegato in un'azienda industriale: l'indennità mi spetta?
Sì. Per la malattia conta l'inquadramento dell'agenzia per il lavoro, che è nel settore terziario, non quello dell'azienda dove lavori: l'indennità INPS spetta sia agli operai sia agli impiegati somministrati, come chiarito dalla circolare INPS n. 41 del 2006. Chi invece è assunto direttamente come impiegato da un'azienda industriale non la riceve dall'INPS: lo paga il datore, secondo il contratto collettivo.
L'INPS paga le domeniche e le festività?
Dipende dalla qualifica. Agli operai l'INPS non paga né le domeniche né le festività nazionali: le festività le paga il datore di lavoro, che le deve anche durante la malattia. Agli impiegati l'INPS paga tutti i giorni di calendario, domeniche e festività comprese, tranne le festività che cadono di domenica: per quelle il datore deve già una giornata di retribuzione in più. Il calcolatore conta i giorni uno per uno, compreso il 4 ottobre, festa nazionale dal 2026; non conosce invece il santo patrono del tuo comune.
Il datore mi deve pagare la differenza fino al 100%?
Dipende dal contratto collettivo, non dalla legge. Molti contratti integrano l'indennità INPS, in tutto o in parte e per periodi diversi; altri no. Nel risultato trovi quanto vale l'integrazione fino al 100% sui giorni pagati dall'INPS: confrontala con quello che prevede il tuo contratto.

Come è calcolato

Norme verificate il .

Chi ne ha diritto. Gli operai di tutti i settori, gli impiegati di commercio, terziario, turismo e servizi, gli apprendisti e i lavoratori in somministrazione, per i quali conta l'inquadramento dell'agenzia nel settore terziario. Non ricevono l'indennità dall'INPS gli impiegati dell'industria, i quadri e i dirigenti, il lavoro domestico e il pubblico impiego: per loro la malattia la paga il datore, secondo il contratto.

Importo. I primi tre giorni sono di carenza e l'INPS non li paga. Dal quarto al ventesimo giorno spetta il 50% della retribuzione media giornaliera, dal ventunesimo al centottantesimo il 66,66%. Nei pubblici esercizi e nei laboratori di pasticceria non artigiani l'indennità è dell'80% per tutto il periodo, sempre dal quarto giorno.

Retribuzione media giornaliera. Per gli impiegati: retribuzione lorda del mese precedente più i ratei mensili di tredicesima e quattordicesima, divisi per 30. Per gli operai con paga mensile: retribuzione del mese precedente divisa per 26, più i ratei mensili divisi per 25. Per gli operai pagati a ore il divisore è il numero di giorni lavorati o retribuiti nel periodo, moltiplicato per 1,20 con la settimana corta: con un mese pieno il risultato è vicino a quello con 26.

Giorni pagati. Per gli impiegati tutti i giorni di calendario, tranne le festività nazionali che cadono di domenica, per cui il datore deve una giornata di retribuzione in più. Per gli operai sono escluse le domeniche e tutte le festività nazionali, che paga il datore. Le festività considerate sono quelle della legge 260/1949, il lunedì dell'Angelo e, dal 2026, il 4 ottobre. Le soglie del quarto, del ventesimo e del centottantesimo giorno si contano sui giorni di calendario.

Limiti. Al massimo 180 giorni nell'anno solare. Per i contratti a termine l'indennità spetta per non più dei giorni lavorati nei dodici mesi precedenti, al massimo 30 giorni nell'anno se quei giorni sono 30 o meno, e mai oltre la scadenza del contratto. Una ricaduta della stessa malattia, o di una conseguente, entro 30 giorni dalla fine della precedente ne è la continuazione.

Chi la paga. Di solito la anticipa il datore di lavoro in busta paga, per conto dell'INPS, ed è soggetta a IRPEF. Nei contratti a termine molto brevi, e per i giorni oltre quelli lavorati alle dipendenze di quel datore, la paga direttamente l'INPS.

Cosa questo strumento non fa. Non applica le integrazioni del tuo contratto collettivo, che vanno verificate caso per caso, né le regole sul ricovero ospedaliero. Non tratta lavoratori agricoli, dello spettacolo e marittimi, disoccupati e sospesi, part time verticale e orari non standard. Non conosce il santo patrono del tuo comune e non calcola il netto. È una stima: fa fede l'INPS.

Fonti. Guida INPS alla tutela previdenziale della malattia; art. 5 del D.L. 12 settembre 1983 n. 463, convertito dalla legge 11 novembre 1983 n. 638, per i contratti a termine; circolare INPS n. 41 del 13 marzo 2006 per la somministrazione; circolare INPS n. 134368 del 1981 per le ricadute; circolare INPS n. 107 del 1982 e messaggio INPS n. 9970 del 3 maggio 2011 per le giornate indennizzabili; art. 2 della legge 31 marzo 1954 n. 90 per le festività degli operai; legge 27 maggio 1949 n. 260 e legge 8 ottobre 2025 n. 151 per le festività.

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